Composizioni floreali

Cosa intendo per composizione floreale

Partendo da dati oggettivi: i materiali da usare (forme – dimensioni – colori) sono tutti preesistenti.
Il vero progetto da costruire è come occupare lo spazio – forma in cui far nascere la composizione.
Le tecniche e le regole da utilizzare per comporre sono innumerevoli, ormai ben codificate e abbastanza diffuse.

IL FIORE È IL CENTRO

Il fiore deve essere valorizzato nella composizione floreale
Ho seguito attentamente le recenti realizzazioni, in cui il fiore non è più elemento centrale bensì motivo di un designer.
Mi chiedo se tutto ciò non vada a discapito del poter affermare l’irrinunciabile priorità del nostro lavoro creativo: la valorizzazione del fiore come soggetto prioritario e imprescindibile.
Ho sperimentato a lungo l’utilizzo del fiore come elemento parte di un designer, portandolo alle estreme conseguenze, accorgendomi però che stavo irrimediabilmente perdendo lo scopo del mio lavoro e del lavoro commerciale del fioraio: il fiore.
Tuttavia ho deciso di proseguirre in queste mie ricerche mettendole a servizio del nostro elemento fondante: il fiore.

CRITERI

Lascia fare al libero istinto
La necessità di introdurre questi nuovi concetti nelle mie composizioni è diventata la strada maestra da percorrere.
Ed è cercando nuove sensazioni che io chiamo non regole che posso permettermi di oltrepassare i limiti puramente commerciali.
Le regole sono principi ideologici, sovrastrutture, non mezzi di attuazione di un programma di ricerca creativa.
I criteri generali su cui ho fondato il mio modo di operare sono massima semplicità e chiarezza nella realizzazione di un’idea vicina al libero istinto senza porre limiti nè ai contrasti più estremi, nè alla ricerca del massimo movimento plastico all’ interno della composizione stessa, tralasciando per ora una monumentalità decorativa appesantita da troppe abitudini dozzinali.
Ciò a cui tendo è restituire il moto vitale della realtà legandolo alle sensazioni oggettive della creatività ed emotività individuale.
La mia parola d’ordine: crediamo di più alla nostra sensibilità individuale e meno ai condizionamenti derivanti da immagini esterne.